Domenico Progna, difensore nerazzurro della stagione ’85-’86, racconta la sua Serie A, il mito di Anconetani e il sogno di rivedere il Pisa nella massima serie. Ieri sera è stato ospite a Finestra Sull’Arena, tra passato, presente e futuro. Oggi è testimonial della maglia commemorativa del Pisa 1986-87. Rivedi la trasmissione e rileggi le parole di Progna.

Sabato l’hanno scelta per fare il testimonial per qualcosa di importante. Fondamentalmente indosserà una maglia che in realtà ha visto praticamente visto poco, che è quella dell’anno 86-87, però se non sbaglio l’avete indossata forse anche all’ultimo match nella stagione precedente, quella della Serie A. Come è arrivato a fare il testimonial per questa iniziativa?
“Sono stato contattato dall’addetto stampa Riccardo Silvestri. Eh in pratica fra tutte le foto che sono passate al loro vaglio, la mia è stata scelta per poter rifare questa maglia degli anni ’80, perché in effetti ho visto anche il trailer che è stato condiviso a Pisa. E la maglia è uguale, quella scritta Pisa SC; è tale e quale, quindi evidentemente è piaciuta molto la maglia, la foto, per cui mi ritrovo a fare il testimonial”.

Possiamo anche dire che il modello che hanno scelto un po’ le somiglia da quando era calciatore, tra l’altro…
“Quando eravamo giovani coi capelli neri. Adesso è tutta un’altra storia. Comunque sono contento per essere stato scelto, insomma, per rappresentare questa maglia che per me è qualcosa di importante perché grazie al Pisa io ho giocato in Serie A. Mi sono affacciato nel calcio veramente che conta. Per cui sono molto grato a questa società”.

Con lei ci sarà anche Klaus Berggreen, con cui è stato a fianco anche una stagione, no?
“Eh sì con Klaus abbiamo vissuto quella diciamo bella stagione, anche se poi è coincisa con una retrocessione per certi versi non meritata perché all’epoca c’erano i due punti per vittoria, avevamo venti punti a otto giornate dalla fine. Bastava farne cinque e non fu così, ne facemmo solo tre, una serie di vicissitudini, insomma qualcuno all’epoca forse un po’ più giovane di altri, qualche prestito di troppo da qualche squadra di serie A. Tanti motivi per cui la squadra fu distratta da queste situazioni”

Era una squadra che si pensava tra l’altro Domenico che potesse anche competere quasi per la top ten del campionato no? Perché cioè le premesse erano ottime.
“Sì, sì, quell’anno comunque nonostante tutto ci togliemmo delle belle soddisfazioni”

Come la Mitropa Cup ad esempio.
“La Mitropa Cup fu forse la ciliegina sulla torta, perché il presidente Romeo Anconetani era un fenomeno. Mi ricordo benissimo siamo stati una settimana in ritiro e poi il giorno della finale fece rientrare Klaus dalle nazionali perché ci teneva tantissimo. Noi gli regalammo quella bella soddisfazione. Tra l’altro penso che sia eh un trofeo che il Pisa, pure io personalmente eh voglio dire, faccia molto piacere averlo vinto. Però quell’anno in campionato ci togliemmo diverse soddisfazioni tipo battere il Napoli di Maradona a Napoli, eh non perdere in casa contro di loro, battere l’Inter in casa con un gran gol di Paolo Baldieri, o pareggiare in casa con la Juve, insomma. Ci furono diverse prestazioni e soprattutto partite belle di quell’annata. Chiaramente anche alcune nefaste per cui retrocedemmo”.

Tra l’altro c’è anche una bella foto tra lei e Maradona, immagino sia stata anche una grande emozione marcare quello che è il giocatore più forte di tutti i tempi.
“Io quando son venuto a Pisa avevo ventidue anni, quindi ero abbastanza giovane. Poi ripeto, fare l’esordio a Milano contro l’Inter era abbastanza complicato. Poi Maradona, se non erro era il secondo anno. La prima partita in casa, almeno mia, in Serie A con il Pisa pareggiamo uno a uno, gol se non sbaglio proprio Klaus. E all’epoca possiamo dire che c’erano discreti campioni anche nel campionato italiano soprattutto come stranieri”.

Che stagione è stata secondo lei questa del Pisa attuale?
“Intanto eh onore al merito a questi ragazzi che stanno facendo un campionato straordinario. Sono stati quasi sempre protagonisti dall’inizio. È chiaro che adesso si è fatta veramente molto bella questa situazione, otto punti di vantaggio sullo Spezia e domenica ha perso punti in casa contro il Brescia e il Pisa non ha sbagliato diciamo questo colpo a Cosenza. Mancano ancora se non sbaglio sette partite. Adesso con i tre punti bisogna sempre stare attenti. Ho sentito le interviste di Inzaghi e fa bene a tenere i piedi per terra e a buttare tanta acqua sul fuoco perché in questo momento il Pisa ha un entusiasmo incredibile e chiaramente lo dovrebbe sfruttare al meglio però ripeto non è tutto scontato”.

Domanda (Aurora Maltinti): Ha un aneddoto particolare del suo periodo a Pisa?
“A me è rimasta soprattutto impresso l’organizzazione che il presidente Anconetani ha dato per la squadra. Io venivo dal Campobasso e devo dire che la società Pisa era una delle società più organizzate. Noi in quel periodo lì penso che eravamo l’unica squadra che viaggiava già con un aereo, una trentina di posti, per cui ogni volta eravamo sempre in serata. Mi è rimasto impresso il presidente perché a mio avviso è stato il presidente più competente di calcio”

Domanda (Simone Del Moro): Quanto conta oggi avere strutture come stadio e centro sportivo?
“Adesso la maggior parte delle società sono delle aziende che vengono gestite come tali. Avere un centro sportivo di proprietà diventa più facile per programmare il futuro. Noi all’epoca andavamo ogni giorno ad allenarci al campo CONI a Tirrenia. Chiaramente stadi anche di proprietà fanno la differenza perché puoi fare entrate maggiori. Se la società acquisisce lo stadio, oltre al centro sportivo, diventerebbe veramente una società modello.

Domanda (Gabriele Bianchi): Quanto è diversa la Serie A oggi rispetto alla sua epoca?
“È molto diversa, sono epoche diverse. L’unico metro di giudizio è riferito agli stranieri. Una volta gli stranieri facevano veramente la differenza perché erano due o tre per squadra, e il nucleo forte era italiano. Oggi siamo regrediti sui giovani italiani perché si lavora meno sul prodotto locale e più su gente che viene da fuori”.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018